Su oltre metà dei siti E-commerce c’è un percorso a ostacoli che fa fuggire gli shopper

Costantino Pinelli
08/06/2020 12:00:00

Gran parte dei siti E-commerce più visitati in Italia, che offrono l’acquisto di prodotti e servizi, non controlla in tempo reale i dati della carta di credito immessi, il 56% permette di continuare nella procedura anche se il numero di carta è sbagliato e il 40% se la carta è scaduta. 

Conseguenza: l’utente è costretto a ripetere l’operazione e spesso abbandona il carrello. Non va meglio su mobile, anche se quasi tutti i siti offrono versioni responsive. Sono le evidenze di una ricerca realizzata nel febbraio scorso in 7 paesi europei da Stripe, società che costruisce infrastrutture per l’economia internet. La ricerca, realizzata in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia su 450 siti web più visitati, supporta il lancio di Stripe Checkout, soluzione di pagamenti progettata per favorire la conversione degli acquisti grazie anche all’inclusione di 11 metodi di pagamento molto comuni in diversi paesi europei e adattata per 15 lingue.

IL CHECK OUT È SPESSO UN PERCORSO A OSTACOLI

che fa fuggire gli shopper anche sui migliori siti di eCommerce: il tasso di abbandono nei carrelli prima del pagamento si attesta intorno al 70% a livello globale. 

La correzione degli errori più basilari e la rimozione degli ostacoli al processo di transazione potrebbero comportare grandi aumenti delle vendite, a maggior ragione dopo che l’emergenza sanitaria ha generato una crescita degli shopper, una maggiore dimestichezza agli acquisti online e più fiducia nei pagamenti digitali. 

Secondo la ricerca, 

in Italia il 56% dei siti non convalida il numero della carta in tempo reale (in Uk è il 32%); 

il 40% delle pagine non blocca l’inserimento delle carte già scadute; 

il 54% delle pagine costringe gli utenti a inserire la data di scadenza tramite un menu a discesa; 

il 66% delle pagine non dà conferma del tipo di carta utilizzata in tempo reale, anche solo con un’icona, per rassicurare l’acquirente del corretto inserimento dei dati. 

Insomma, l’esperienza utente sembra essere l’ultimo dei problemi. Succede anche su mobile, sebbene gli acquisti da smartphone siano oltre il 40% del totale acquisti online (fonte Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano): 

il 50% dei siti web in Italia non offre un tastierino numerico per l’immissione del numero di carta (in Uk è solo il 18%),

l’84% non supporta pagamenti tramite wallet, mercato di nicchia ma in forte crescita, nel 72% dei casi la pagina non viene tradotta nella lingua locale quando l’acquirente proviene da un altro paese europeo; 

solo il 22% offre la possibilità di pagare con si- stemi di ePayment popolari nei mercati di riferimento.

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