L’analisi di YouTube: i video raccontano come siano cambiate le abitudini dei consumatori

Costantino Pinelli
16/09/2020 – 12:30 

Le settimane di confinamento hanno lasciato il segno anche nel modo in cui le persone attingono al repertorio di video, online e sui media tradizionali

Per prendere la misura di questi cambiamenti YouTube ha chiesto a 12mila persone di età compresa tra i 13 e i 64 anni in 9 paesi di raccontare quali video hanno visto nelle ultime 24 ore, non importa su quale piattaforma, dai media tradizionali all’online. Il 70% ha detto che tutto dipende dall’umore del momento e secondo gli analisti della piattaforma questo significa che i video hanno un ruolo sempre personale nella vita di tutti i giorni. Se l’umore cambia, cambiano anche le ragioni per guardare un video: non solo intrattenimento e sempre più informazioni sui prodotti o lezioni per imparare qualcosa di nuovo, al puntoche molti dei rispondenti hanno dichiarato che “non saprebbero come cavarsela” senza video, concetto espresso addirittura da 1 su 2 tra gli appartenenti a Millennial e Gen Z.

LO SCHEMA emerso dalle risposte il campione doveva indicare la principale ragione, in un elenco di 20, per cui guarda video – indica che la qualità, tipica dell’era esclusivamente televisiva, è meno importante che in passato con il 4,1% delle risposte (la ragione meno importante di tutte, con solo l’1,9% delle risposte, è la presenza di un protagonista famoso) e che oggi le persone attribuiscono più valore a quei contenuti che meglio rispecchiano interessi e passioni personali.

LE TENDENZE sono molto simili in tutte i 9 paesi analizzati (Australia, Brasile, Canada, Germania, Giappone, India, Corea del Sud, Uk e Usa): solo i giapponesi attribuiscono alla presenza di attori famosi e alla qualità della produzione un valore leggermente più alto, per il resto il ruolo di network e piattaforme è poco importante, comunque inferiore alla capacità di risuonare con le passioni personali

RELAX Più della metà dei rispondenti ha dichiarato di guardare contenuti che gli permettono di approfondire interessi, ma la principale ragione per guardare video è rilassarsi e allentare le tensioni.

IL FORMATO preferito dei video varia in funzione dell’età: le generazioni più giovani dicono di cercare contenuti brevi come tutorial e clip, prodotti da professionisti o dilettanti, e gli UGC sono tra i preferiti, mentre Boomer e Xer hanno una leggera tendenza a privilegiare long-form e produzioni più professionali.

LA PIATTAFORMA che si afferma su tutte è YouTube con il 78% delle cita zioni, seguita dai servizi di video on-demand in abbonamento (45%), Facebook (43%), TV via cavo (39%), Instagram (33%), sat-TV (28%), siti dei network TV (28%) e Snapchat (12%).

LE IMPLICAZIONI PER MARKETER E BRAND, segnala Google, suggeriscono di cercare una relazione personale con il pubblico basata sui loro interessi, tenendo però presente che questi interessi potrebbero non essere quelli attesi e dunque di non limitarsi all’esplorazione verticale e centrata sul brand, ma di seguire il comportamento delle persone. Altro insight è investire meno sulla qualità produttiva e più sulla ricerca dei contenuti più adatti per rispondere ai multiformi interessi delle persone. Infine, considerato che il 65% del totale campione usa i contenuti video per imparare qualcosa di nuovo, marketer e brand dovrebbero adeguare le loro strategie pubblicitarie puntando meno alla brand awareness e più al coinvolgimento delle persone.

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